C’è una voce dentro di noi, una voce che in alcuni casi può essere flebile, incerta e incostante. Dobbiamo imparare a riconoscerla: è la voce dell’anima.
Questa voce va riconosciuta, per poterle dare valore, proteggerla, prendersene cura e, seguirla.
Dentro di noi coesistono infatti diverse voci: quella dei giudizi, dei dubbi, delle incertezze, delle paure. La voce delle “certezze”, delle “sicurezze”. E chissà quante altre ancora.
Ma ce n’è una che è la più saggia, la più profonda, la più vera.
La voce dell’anima è coraggiosa, inadeguata e inadattabile forse – ma è libera, non fa compromessi.
È la voce che desidera la vita, la crescita, l’espansione, il connessione profonda con l’altro.
È molto facile che le persone intorno a noi non sappiano riconoscerla, forse per incapacità e, perché è la voce della nostra unicità.
E spesso, purtroppo, si viene mal interpretati, giudicati e deformati dallo sguardo degli altri.
È una sofferenza enorme. Non essere visti profondamente è una sofferenza enorme – anche se, in alcuni casi, diventa una sofferenza silenziosa, diventa la normalità.
Vuol dire perdersi, vuol dire perdere la propria essenza. La propria unicità. La propria sacralità.
Siamo in un mondo che appiattisce.
In un mondo che non riconosce ciò che è sacro.
Anzi, ciò che è sacro, così come le manifestazioni dell’anima, spesso viene patologizzato.
Purtroppo bisogna dirlo: anche i luoghi di cura e terapia, come la psicoterapia, possono diventare luoghi in cui la nostra propria voce più profonda e saggia viene giudicata, fraintesa e trasformata in un sintomo. I danni, in questi casi, sono enormi.
Per questo dobbiamo ricordarci una cosa importante: nessuno ne sa più di te riguardo te stesso.
Nessuno. Né amici, né parenti, né psicoterapeuti, né medici, né psicologi, né guru di ogni genere.
Nessuno sente la tua anima più di te.
I giudizi, i pareri, i punti di vista esterni, le diagnosi possono deformare. Possono alterare l’immagine che abbiamo di noi.
Possono farci dimenticare ciò che siamo.
Ma sotto sotto, lo sappiamo.
Sappiamo quando qualcosa ci fa male, quando qualcosa chiude, spegne, rimpiccolisce, invece di aiutare.
Rispettiamoci profondamente.
Ascoltiamoci profondamente.
Commenti recenti